L'essenziale è invisibile agli occhi

L’essenziale è invisibile agli occhi

L’essenziale è invisibile agli occhi

Il nuovo Museo della Seta di Como – Grazie a un contributo del Gruppo Lario del Rotary Club, ad un finanziamento diretto di Filiera Tessile di Confindustria e a una azione prevista dal progetto

Gran tour 2.0, il Museo della Seta di Como ha costruito una rete sinergica che ha permesso di aprire le sue porte a un nuovo pubblico sino ad oggi ignorato, quello dei non vedenti e degli ipovedenti che potranno d’ora in poi esplorare le sale museali.

Anticipato per i Rotary Club il 3 0 maggio e presentato ufficialmente alla cittadinanza da Pietro Berra sabato 8 giugno con la Passeggiata in Braille, più di cento partecipanti hanno scoperto il nuovo percorso tattile attraverso sette postazioni facilmente utilizzabili.

Della dimensione di un foglio A4 prodotti in resina epossidica da stampi espressamente realizzati per il Museo, i pannelli tattili realizzati in collaborazione diretta con l’Istituto dei ciechi di Milano sono dislocati in prossimità di altrettante zone simboliche del percorso.

Grazie al racconto del direttore del Museo Paolo Aquilini e delle contestualizzazioni al progetto Cariplo di Eletta Revelli dell’associazione culturale Bottega Volante, i visitatori hanno per la prima volta visitato il Museo da un altro punto di vista, ossia usando il tatto: un senso che difficilmente si può pensare per narrare un Museo.

L’essenziale è invisibile agli occhi Il nuovo Museo della Seta di Como
             Foto di Daniela Manili Pessina

Inseguendo con le dita i rilievi e gli avvallamenti di queste postazioni, le persone hanno toccato dal vivo il ciclo del baco, dai piccoli bacolini passando al bozzolo fino alla farfalla in volo, hanno seguito il tortuoso viaggio del filo di seta che, nell’acqua si srotola e dà origine a una matassa, sentito la torsione che i diversi filamenti sperimentano nel processo della torcitura. Il contatto diretto con alcuni fili di nylon dai colori sgargianti, appositamente allestiti per essere visti e, soprattutto, toccati sulla filanda e sul torcitoio, permette un ulteriore passo avanti nella comprensione di queste complicate macchine.

Ma non solo. Sotto ai polpastrelli dei visitatori sono passate una messa in carta (disegno alla base della lavorazione dei tessuti operati), un piccolo telaio a dimostrazione dell’intreccio di trama e ordito, una barca (macchina utilizzata dai tintori per tingere le pezze di stoffa) e infine il più complesso da realizzare: la riproduzione della serigrafia, la tecnica planografica utilizzata per dipingere la seta.
Per aiutare i visitatori nel loro percorso, il Museo si è dotato anche di una segnaletica orizzontale che indirizza verso le differenti sale espositive e di una audio guida in italiano e inglese che accompagna spiegando il processo industriale serico contestualizzandolo al territorio della “città della seta”.

L’essenziale è invisibile agli occhi Il nuovo Museo della Seta di Como
             Foto di Daniela Manili Pessina

 

Grazie al progetto Gran Tour 2.0 il Museo si è dotato anche di un pannello “Touch Me” in cui si possono realmente toccare le differenti declinazioni della seta, dal ruvido greggio allo chiffon, dal crêpe de chine all’organzino: è solo toccando la seta che si può capire quali straordinarie possibilità di resa può offrire.
Antoine de Saint-Exupéry attraverso le parole del suo Piccolo Principe ci ha suggerito che “l’essenziale è invisibile agli occhi”: da oggi al Museo della Seta anche la mano avrà una sua parte.

 

 

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