Libri di Evasione

Libri di evasione: letture dentro e fuori dal carcere

La letteratura può essere il mezzo per caricare di senso una cosa di per sé insensata come l’esistenza.” Queste le parole di Antonio Tabucchi che sottolineano l’importanza della lettura nella vita di ognuno di noi, intesa come mezzo di svago, divertimento, apprendimento, riflessione e di esercitazione alla creatività. Nonostante ciò, in Italia la situazione sta decisamente preoccupando. Lo dicono anche i dati Istat: non leggiamo! Nel 2016 quasi il 58 % degli italiani (dai 6 anni in su) non ha letto neanche un libro di carta. La lettura diventa basilare anche per le persone in condizione di detenzione, costrette nel sistema carcerario italiano a lunghe giornate di inattività.

Dopo anni di volontariato all’interno della casa circondariale di Como (Bassone), Katia Trinca Colonel ed Eletta Revelli (associazione Bottega Volante) hanno verificato come vi sia una totale ignoranza e disinteresse della società nei confronti dei detenuti, dello stile di vita carcerario, delle dinamiche tra detenuti, più in generale della vita dietro le sbarre. La percezione più comune che la società riferisce sono sensazioni dovute a luoghi comuni legati alla pericolosità dei delinquenti senza conoscere nulla di queste persone recluse.

Papa Francesco, durante la XXXI Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, ha rimarcato la necessità di aprirsi al dialogo tra realtà differenti, “Costruite ponti, non muri.” Riagganciandoci ai suggerimenti del Papa, abbiamo voluto creare un ponte comunicativo letterario tra dentro e fuori le sbarre per mettere in comunicazione questi due mondi apparentemente così diversi.

Così nel 2018, grazie a Feltrinelli Como e ad alcuni donatori che hanno creduto in questo nostro progetto dal titolo I Classici dentro e fuori il Bassone, abbiamo portato un romanzo classico al mese in carcere, un gruppo di detenuti lo ha letto, ne ha scritto un commento, ha partecipato a un dibattito a porte chiuse al Bassone e, qualche giorno dopo, abbiamo letto questi scritti in un incontro aperto al pubblico in Feltrinelli. I detenuti hanno letto e commentato alcuni tra i più grandi classici della letteratura occidentale: Il Visconte dimezzato di Calvino, Candido o l’ottimismo di Voltaire, Se questo è un uomo di Levi, Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Lewis, Memorie di Adriano di Yourcenar, Moby Dick di Melville, Simposio di Platone, La vera storia del pirata Long John Silver di Larsson, Il ritratto di Dorian Gray di Wilde e alcune novelle del Decamerone di Boccaccio.

Il progetto si è concluso a novembre con il Decamerone ed è stato un grande successo. I detenuti hanno apprezzato la riscoperta (o scoperta in molti casi!) della lettura, la condivisione delle proprie opinioni con l’esterno (aspetto, questo, che li ha fatti sentire “ascoltati” dalla società esterna), l’importanza del dibattito tra le sbarre anche qualora ci siano opinioni differenti. I lettori liberi hanno invece scoperto la profondità dei commenti dei detenuti sfatando così qualche luogo comune legato alla reclusione.

Per questo abbiamo deciso di partecipare a un bando di Partecipazione culturale di Fondazione Cariplo presentando, insieme all’associazione Associanimazione (capofila), il Comune della Tremezzina e il Museo della Seta di Como, un progetto dal titolo Gran Tour 2.0 all’interno del quale la nostra associazione porterà avanti la seconda edizione del progetto sui classici in carcere. E abbiamo già ricominciato alla grande accompagnando dentro e fuori il Bassone alcuni meravigliosi scrittori: Luigi Pirandello che, con Il Fu Mattia Pascal, ha raccontato ai detenuti l’ebbrezza e il dolore di diventare qualcun altro; Harper Lee che ci ha aiutato a riflettere sui pregiudizi, i “mostri” e il razzismo grazie alle sue parole ne Il buio oltre la siepe; Tiziano Terzani ci ha portati nel lontano Oriente nel suo bellissimo viaggio lento Un indovino mi disse. Questa settimana è la volta di Kapuscinsky che, lunedì 20 in carcere, ci ha aiutato a parlare e riflettere sull’immensità del continente africano e dei suoi abitanti magistralmente descritti nel suo enorme murales a cielo aperto, Ebano. Conoscete questo romanzo? Volete scoprire i punti di vista dei detenuti sull’Uomo Nero e sull’Uomo Bianco? Venite venerdì 24 maggio in libreria Feltrinelli (via Cesare Cantù) per affrontare con Kapuscinsky, i detenuti e la Bottega Volante le insidie e le bellezze dell’Africa.

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