Il paesaggio

Dal Paesaggio ai Paesaggi culturali: il museo come luogo di raccolta di testimonianze e cassa di risonanza per molteplici voci

Il Museo del Paesaggio del Lago di Como ha sede presso Villa Mainona, a Tremezzo,località di Tremezzina.

E’ stato da poco aperto al pubblico e offre ai suoi visitatori una serie di strumenti per “leggere” la ricchezza e le trasformazioni del Paesaggio del Lago che possono essere assimilate da chi, con pazienza, ne voglia riscoprire la storia e ne voglia apprezzare a fondo gli elementi caratteristici e di valore ambientale e culturale, quegli elementi che ultimamente sono valsi al Lario l’appellativo di ‘“Lago più bello del mondo”.

L’edificio ospita una collezione di stampe, concesse in comodato dagli eredi di Giorgio Bordoli Crivelli Visconti, che datano tra il XVI e il XIX secolo e che illustrano in maniera affascinante le principali località ed emergenze architettoniche del lago ed in particolare di Tremezzina.

L’offerta culturale del museo viene completata con l’ausilio di tavoli multimediali, permettendo ai visitatori di confrontare mappe e immagini storiche con l’assetto attuale del territorio.

L’apparato interpretativo attuale consta di una serie di didascalie per le stampe e di una serie di contenuti erogati in forma trasmissiva tramite i tavoli multimediali.

Trattandosi di un Museo da poco aperto al pubblico e con una collezione non facile da interpretare, è necessario rendere questo luogo attrattivo e in grado di comunicare il proprio messaggio culturale nei confronti di target differenti in un’ottica di audience development, ovvero con l’obiettivo di diversificare i pubblici e incrementare il numero dei visitatori.

Per fare ciò, con il progetto “Grand Tour” viene avviata una fase sperimentale dell’attività di sviluppo dell’audience: l’intento è quello, infatti, di effettuare una raccolta di testimonianze, presso la popolazione locale, relative a esperienze legate alle percezioni sensoriali (comprendendo quindi la vista ma anche l’olfatto, il tatto, il gusto e l’udito) che caratterizzino il paesaggio di Tremezzina tanto da estrapolarne elementi identitari comprensibili da tutti e quindi facilmente divulgabili a pubblici provenienti da luoghi diversi. La raccolta di queste testimonianze verrà effettuata attraverso una serie di interviste semi-strutturate.

L’approccio è quello di un’indagine etnografica, che verrà condotta da un gruppo di studenti in stage provenienti da 3 diversi istituti scolastici superiori, in modo da comporre una squadra di “ricercatori junior” con competenze differenti. Faranno infatti parte del gruppo gli studenti del locale Istituto di Istruzione Secondaria Statale Ezio Vanoni di Menaggio, che abitando sul territorio possono attivare collegamenti con la realtà locale e facilitare l’individuazione degli informatori, gli studenti dell’ISS Leonardo da Vinci di Carate Brianza, che stanno sviluppando competenze tecniche informatiche e di videomaking, ed infine gli studenti del Liceo Ciceri, che in parte frequentano il liceo linguistico (e potranno quindi veicolare semplici messaggi nelle lingue che studiano a scuola) e in parte afferiscono al liceo delle scienze umane,  e possono quindi mettere in campo competenze in ambito sociologico, necessarie per l’ideazione delle tracce per le interviste e per la definizione delle modalità di raccolta delle testimonianze.

Al termine di questa fase, nei mesi autunnali, seguirà una fase di restituzione dei contenuti raccolti e delle esperienze documentate, in cui verranno riproposti alla popolazione locale (ma anche ai turisti) i risultati della ricerca. Tale restituzione avverrà in maniera non trasmissiva ma bensì attraverso il coinvolgimento diretto dei target.

Nel corso delle prime due settimane di giugno avrà luogo la fase preparatoria di questo lavoro, ovvero la formazione degli studenti e la coprogettazione, assieme a loro, delle successive azioni.